Dragut

Il leale felino di Andrea Doria

Il gatto che portava il nome del corsaro: la storia di Dragut e Andrea Doria

Nel Cinquecento il Mediterraneo era una polveriera. Da una parte le potenze cristiane, dall'altra l'Impero Ottomano; in mezzo, la Repubblica di Genova guidata dal suo ammiraglio più celebre: Andrea Doria.

Nato da una nobile ma decaduta famiglia genovese, Doria era un condottiero formidabile, un abile politico e un lupo di mare carismatico e spregiudicato.
Prima di diventare il signore assoluto di Genova e il leggendario guardiano dei mari per conto dell'imperatore Carlo V, aveva solcato ogni rotta come capitano di ventura navale, costruendo un potere personale immenso e una fama di stratega implacabile che incuteva rispetto e timore in tutta Europa.

Se c'era un nome capace di far gelare il sangue ai marinai genovesi, quello era Dragut , al secolo Turgut Reis, il corsaro più astuto, temuto e inafferrabile del mare nostrum.
Tra i due c'era stata una lotta senza esclusione di colpi, fatta di imboscate, catture e fughe rocambolesche che avevano segnato un'intera epoca, ma la storia riserva sempre qualche colpo di scena ironico.

Negli anni della vecchiaia, ritirato nella sua splendida residenza genovese, l'anziano ammiraglio prese una decisione formidabile: chiamare il suo nuovo gatto domestico proprio Dragut.

Il felino e il ritratto alla Villa del Principe

Non si trattava di una semplice distrazione affettuosa. Scegliere quel nome fu un capolavoro di sottile ironia ligure.
Questa bizzarra e affascinante convivenza non è rimasta solo una leggenda da tramandare sottovoce, ma è arrivata fino a noi grazie all'arte.Nel celebre ritratto dipinto da Willem Key nel 1550, oggi custodito proprio all'interno della Villa del Principe, vediamo un Andrea Doria ormai segnato dal tempo. E accanto a lui, vigile, sornione e con uno sguardo incredibilmente indipendente, c'è il gatto Dragut. Un micio robusto dal mantello tigrato che, con la sua aria fiera, sembra voler ricordare a tutti che lo spirito indomito del vecchio corsaro non aveva intenzione di arrendersi a nessuno.